skip to Main Content

Aprile
di Anna Frank

Prova anche tu,
una volta che ti senti solo
o infelice o triste,
a guardare fuori dalla soffitta
quando il tempo è così bello.
Non le case o i tetti, ma il cielo.
Finché potrai guardare
il cielo senza timori,
sarai sicuro
di essere puro dentro
e tornerai
ad essere Felice.

Se questo è un uomo
di Primo Levi

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

IL TRENO DEL NULLA
di Filippo Di Blasi

Ti chiedo, accadde allora?
Più non lo ricordi
o forse non lo vuoi

D’antica progenie l’infinito dolore
odiata luna non sembravi capire
e ogni notte tornavi a brillare.

Giunto al fine è il treno del nulla
sosta farà sull’infausta soglia
ove riposta speme s’addoglia.

Uomini, donne, vecchi e bambini,
piagati da empie ferite
dai piombati carri scenderanno;
haftlinge presto diverranno.

Di luce fioca luminano l’esauste menti;
forse tutto ciò non esiste, penseranno,
e subito si ricrederanno.

Bramosa, la folla dei fantasmi
li accoglie, li cinge,
li stringe, li soffoca.

Voce misteriosa di potenze malvagie
sussurra: tutto si sta compiendo!
Arbeit…Macht…Frei…

Cosa accade di là,
nel luogo che si apre
dietro l’oscura porta?

Links! Ed è la vita.
Rechts! Ed è la morte.

Feroce nella sua dimensione
il Camino è lì che aspetta
e par non aver fretta.

E quando i figli odieranno i padri
e le sfinite madri ancor ti pregheranno
tu Dio, Dio dove sarai?

Di là, oltre la vita,
nessun grido potrà più spezzare
il silenzio dell’invincibile morte.

Dal lato più oscuro delle menti
di ferocia e distruzione armati
gli Angeli del Male

d’un tratto eran sbucati;
tutto l’inferno lor ed il rancor
sulle povere genti han rovesciato
decisi a dominare il mondo.

Lontana ancora appare
la stazione della ragione
né se ne scorge la soglia.

Ma tu ricorda
e di ciò non farti mai meraviglia
è sempre in orario
il treno del nulla.

Solo cinquant’anni fa…
sì accadde allora
ma può accadere ancora.

Assenza fatale
di Marco Spyry

Un giorno Dio si assentò dalla Terra
per trascorrere interminabili anni di vacanze…
lasciando che il disordine degli eventi si manifestasse.
Le nubi oscurarono la luce dei cuori… e si scatenò l’inferno.
Campi di grano di spighe vuote inondati di sangue
di fiori morti… dai rigogliosi sprezzi e copiosi odi.
Coglievan le bestie a piene mani le vite innocenti
tra sordi e ciechi… e indifferenti macere coscienze.
Invano la Terra implorava pietà!
ma fu… la catastrofe dei popoli e dei valori umani.
Dio tornò e urlò alle genti… vergogna!
Marchiando l’uomo a bestia per sempre… e pianse.
Inondando la Terra da colpose lacrime per esser mancato…
e tornò alla luce, pian piano… la pace in Terra e nei cuori.

Lo volevamo polvere
di Donatella Costantina Giancaspero

Ancora, il cielo, ferito, si schianta
contro la Terra:
lo precipita un Tempo vile,
che imbraccia il terrore
ed è grido di occhi deserti

– come allora…

Lo volevamo polvere, quel Tempo,
remoto – murato nell’orrore stesso di sé,
dei propri massacri, delle deportazioni…

Tempo che uccide ucciso – vivo, sempre,
alla Memoria, perché in essa il cielo
e tutto il sangue della Terra

fosse vendicato – .

Back To Top